Newmont Gold: sprint in Borsa e nuove prospettive nel settore dell’oro
28.11.2025 - 14:24:03Newmont Gold conquista la scena: nell’ultimo trimestre le sue azioni hanno guadagnato oltre il 25%, trainate dal rally dell’oro e da operazioni strategiche. Quali prospettive attendono il colosso minerario?
Negli ultimi tre mesi, Newmont Gold ha decisamente impressionato gli investitori: il titolo della Corporation, quotato a New York, ha segnato un incremento di circa il 25%. Tanto per dare la misura di questa performance, l’azione ha oscillato tra 78 e quasi 94 dollari da fine agosto a novembre, cavalcando i massimi pluriennali del prezzo dell’oro. Ma si tratta solo di una pausa in una corsa più lunga, o l’inizio di qualcosa di ancora più significativo? Gli operatori osservano intensamente, mentre Newmont Gold si trova al centro di una tempesta perfetta di trend globali, notizie strategiche e volatilità sulle commodity.
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Tra notizie freschissime e una valanga di dati, sono diversi i driver che hanno inciso sull’accelerazione del titolo. Il 24 novembre, le azioni Newmont sono balzate di oltre il 3% in un solo giorno, sostenute dal rialzo dei prezzi dell’oro; appena due giorni dopo, un ulteriore +4,9% ha suggellato una settimana brillante per la società, che si è distinta fra le principali Goldmine mondiali. Il movimento è stato confermato anche dalla media settimanale (+10%). Gli analisti attribuiscono questi rimbalzi alla combinazione di incertezze macroeconomiche americane, con un dollaro più debole e crescite delle tensioni geopolitiche, spesso storicamente favorevoli all’oro e alle società che lo estraggono.
Particolarmente significativa è stata la promozione del target price di Newmont Gold da parte di Argus Research (21 novembre), che ha portato il prezzo obiettivo a 94 dollari, segnale di una maggiore fiducia nelle prospettive del gruppo dopo l’ottimismo espresso da diversi analisti. Altri operatori, come BNP Paribas Exane, hanno recentemente confermato una visione positiva (“outperform”) con target aggiornati in area 107 dollari. Le voci degli addetti ai lavori sono chiare: il valore delle Shares Newmont rimane uno dei punti di riferimento tra i minerari a livello globale.
Fra le notizie aziendali più rilevanti di novembre spiccano anche i nuovi accordi e la chiusura dell’acquisizione e l’avvio della produzione commerciale nel sito di Ahafo North, in Ghana, che rafforza la posizione nel continente africano. Inoltre, la Corporation è coinvolta in dialoghi strategici con Harmony Gold per nuove esplorazioni in Papua Nuova Guinea, segno di una vitalità globale senza precedenti nel portafoglio progetti. Da non sottovalutare il riconoscimento ottenuto il 6 novembre, quando Newmont è stata premiata per le sue pratiche HR: non solo miniere, ma anche cultura aziendale e gestione delle risorse umane ai vertici mondiali.
Andando più a fondo, Newmont Gold si conferma la maggiore Goldmine quotata per capitalizzazione: oltre 98 miliardi di dollari. Il core business resta l’estrazione e la commercializzazione dell’oro (quasi il 90% dei ricavi), ma il gruppo è molto attivo anche in rame, argento, zinco e piombo, con una produzione distribuita in cinque continenti. Ben 21 siti produttivi (11 in Nord America, 4 in Australia, 3 in Sud America, 2 in Africa e 1 in Nuova Guinea) fanno del gruppo il vero riferimento globale del settore. Le vendite più importanti sono indirizzate verso Regno Unito, Corea del Sud, Svizzera e Giappone, mentre la presenza negli Stati Uniti è minore di quanto si immagini: il 64% delle vendite arriva dall’Europa.
Negli ultimi anni, la Corporation ha puntato su ottimizzazione dei costi, acquisizioni strategiche e massima attenzione alla sostenibilità. Lo testimonia l’ultimo sviluppo in Ghana e l’espansione in Asia-Pacifico. Interessante il dato sugli utili: secondo le proiezioni, il 2025 potrebbe registrare vendite per oltre 21 miliardi di dollari e utili netti sopra i 7 miliardi, grazie anche a un debito netto sotto controllo. L’azienda paga un dividendo stabile attorno all’1,1%, relativamente basso per il settore, ma la crescita dei margini resta la vera forza.
Ovviamente, restano anche rischi rilevanti: pressione ambientale, ciclicità delle materie prime, tensioni fiscali in alcune aree (si veda la recente abolizione di alcune tasse sull’esplorazione mineraria in Ghana) e la dipendenza dalle oscillazioni dell’oro. Interessante notare che la guidance della società, dopo le ultime trimestrali, rimane cauta pur nel consolidare la leadership.
In sintesi, Newmont Gold sembra oggi in una fase di forte slancio: massima visibilità fra gli investitori, strategia espansiva bilanciata da una gestione attenta dei costi e un approccio ESG concreto. Il rally degli ultimi tre mesi non è stato casuale, ma frutto di una rara combinazione di fattori tecnici e fondamentali. Per chi segue il settore aurifero, conviene monitorare con attenzione le prossime trimestrali e i futuri sviluppi nelle aree chiave (Ghana, Papua Nuova Guinea, Australia): le sorprese, positive o negative, sono sempre dietro l’angolo.
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