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Barrick Gold Corp.: rally del 58% in 3 mesi, tra maxi-deal Hemlo e nuove sfide

28.11.2025 - 14:25:10

Barrick Gold Corp. sorprende i mercati con una spinta decisa delle sue azioni: +58% in 90 giorni. Tra vendite strategiche di Goldmine, cambi di governance e guidance rinnovate, cosa aspettarsi ora?

Nell'ultimo trimestre, Barrick Gold Corp. ha regalato agli investitori una performance da protagonista. Le azioni del colosso minerario canadese, specializzato nella produzione e vendita di oro e rame, hanno guadagnato circa il 58%, passando da poco meno di 37 dollari canadesi fino a sfiorare i 58 CAD a fine novembre. Una crescita così sostenuta solleva la domanda: si tratta solo di una pausa nel mezzo di un rally epocale per la Corporation o iniziano ad affiorare nuove tensioni?

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Guardando alle dinamiche della Corporation, la volatilità non è mancata. A metà ottobre, il titolo aveva iniziato a guadagnare slancio parallelamente all’aumento dei prezzi dell’oro, beneficiando anche di nuovi investitori istituzionali e di dati trimestrali solidi pubblicati all’inizio di novembre. Il picco attorno a fine novembre, con il titolo a quota 57,68 CAD, coincide con la conclusione della maxi-operazione di vendita della Goldmine Hemlo – notizia che ha fatto parlare sia analisti che piccoli azionisti.

Le cronache degli ultimi quattordici giorni offrono una fotografia di una società in fermento. Il 26 novembre Barrick Gold Corp. ha annunciato il perfezionamento della vendita della miniera Hemlo, per un controvalore di 1,09 miliardi di dollari, in un complesso deal che ha visto protagonista anche Wheaton Precious Metals con un gold stream da 300 milioni di dollari. Queste mosse hanno portato grande visibilità e liquidità nei conti della compagnia. Nella stessa giornata sono arrivati importanti cambiamenti nel board: l’uscita di Ben van Beurden dal ruolo di lead independent director e l’annuncio di nuove nomine in seno al consiglio. Secondo gli operatori, il mercato ha accolto positivamente la cessione di un asset considerato non più core e l’ingresso di nuove figure nel management, vedendo queste azioni come segnali di una strategia più snella e orientata a rinnovare la governance.

Poco dopo, non è passata inosservata la dichiarazione di Barrick sulla volontà di rafforzare l’impegno nell’ambizioso progetto Reko Diq in Pakistan, una delle più grandi iniziative mondiali nel rame che potrebbe, nel medio termine, ridisegnare i flussi di ricavi e marginalità della compagnia.
Gli analisti non sono rimasti a guardare: tra la seconda e terza settimana di novembre fioccano rating positivi. Raymond James alza il target a 42 dollari, Bank of America passa a “buy” mentre William O’Neil avvia la copertura sempre con giudizio rialzista. Altri, come RBC e Stifel Canada, confermano la fiducia sull’outlook di Barrick Gold Corp., sottolineando la solidità nei fondamentali e la capacità di cavalcare le oscillazioni del mercato dei metalli preziosi.

A completare il quadro, il 25 novembre sono emerse indiscrezioni su un prossimo pagamento da 430 milioni di dollari a favore del governo del Mali per risolvere dispute relative ai diritti minerari: una mossa che, pur riducendo il rischio legale, sottolinea la complessità operativa e geopolitica in alcuni paesi chiave per il gruppo.

A livello di business, Barrick Gold Corp. è tra i giganti mondiali del settore: con oltre 17.500 dipendenti, gestisce un portafoglio globale di Goldmine e miniere di rame dal Canada all’Africa, passando per Stati Uniti, Sudamerica e Asia. I principali segmenti includono la produzione e vendita di oro, il core business, ma anche progetti strategici nel rame. In portafoglio figurano nomi leggendari come Nevada Gold Mines, Kibali, Porgera e Pueblo Viejo, nonché quote rilevanti in asset chiave di Argentina, Mali, Zambia e Arabia Saudita. Ultimamente, la strategia della corporation sembra orientata alla razionalizzazione degli asset, puntando su progetti high-margin, innovazione e diversificazione, senza dimenticare la compliance ESG. Il tutto in un contesto di prezzi dell’oro ancora storicamente elevati e di crescente pressione per alcune materie prime alternative come il rame.

Performance e outlook si intrecciano a doppio filo con il contesto macro: il rialzo dei prezzi dell’oro e i timori geopolitici aiutano Barrick, ma rischi normativi, volatilità cambi e tensioni politiche nelle aree operative restano fattori da monitorare. Il recente annuncio del payout straordinario in Mali e la cessione Hemlo hanno però dato prova di capacità di gestione attiva, senza timori di cambiare rotta quando le condizioni lo impongono. Con una capitalizzazione oltre 69 miliardi e rapporti prezzo/utili stimati in miglioramento (P/E 2026 visto in calo a 12,9x), molti osservatori considerano oggi Barrick Gold Corp. ben posizionata tra i colossi del settore.

In sintesi, la storia recente di Barrick Gold Corp. è quella di una Corporation che ha saputo sfruttare gli slanci dei mercati, cavalcando onde favorevoli come la rivalutazione dei metalli preziosi e rafforzando il proprio profilo strategico attraverso operazioni chirurgiche e cambiamenti in governance. Adesso il focus si sposta sullo sviluppo dei nuovi mega-progetti e sulla gestione dei rischi geopolitici. Chi segue la società farebbe bene a monitorare con attenzione i prossimi step, tra guidance, evoluzione dei prezzi e nuovi sviluppi in Pakistan e Mali.

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